q

domenica, 05/02/2012

 

L'ASSOCIAZIONE    CONTATTACI

La storia dell'Associazione
 
Più di 50 anni di attività per lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione della produzione italiana
di salumi
 
dal 1996 ad ggi
dal 1980 al 1996
dal 1958 al 1980
dal 1952 al 1957
dal 1946 al 1951
 

Con l'Italia ancora sotto l'occupazione alleata ed un governo Parri che esprimeva al tempo stesso le speranze e le contraddizioni di un paese ormai libero ma sconfitto, gli industriali delle carni si riunirono nello studio milanese di un notaio per dar vita a una associazione che affrontasse e risolvesse i mille problemi di organizzazione imprenditoriale degli industriali della trasformazione delle carni, in un'Italia reduce da una guerra rovinosa.

 

DAL 1996 AD OGGI


Quest’ultimo triennio sarà ricordato come il periodo dell’apertura di nuovi mercati, dello sviluppo di quelli esistenti e delle intense attività dell’Associazione rivolte all’export dei prodotti della salumeria italiana.
Il lavoro svolto congiuntamente da ASSICA con le nostre Amministrazioni pubbliche - in particolare con il Ministero della Salute, Direzione Generale Sanità Veterinaria e degli Alimenti, e le rappresentanze diplomatiche - si sta concretizzando con l’apertura di mercati di primaria importanza.
La salumeria italiana si sta introducendo in Estremo Oriente (Cina – Sud Corea - Singapore), rafforza la sua presenza sul continente nord–americano, grazie alle aperture del Messico e del Canada, acquisisce significativi successi in Oceania.
Al tempo stesso è stata, e sarà anche in futuro, molto intensa l’attività dell’Associazione per consolidare e sviluppare mercati esteri fondamentali, quali Giappone e Stati Uniti, per l’export dei nostri prodotti.
L’esportazione verso i Paesi terzi si consolida sempre più come attività strategica e necessaria per lo sviluppo futuro del nostro settore, operante ormai a pieno titolo in mercati globali.
La politica associativa in questi ultimi anni è stata inoltre caratterizzata da un evento di straordinaria importanza per il nostro settore: l’emanazione del decreto legislativo relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento. Ricordiamo che il decreto, la cui emanazione è stata ottenuta grazie a un costante impegno dell’ASSICA sul problema dei termini di pagamento, ha fissato, per i contratti aventi ad oggetto prodotti alimentari deteriorabili, a sessanta giorni decorrenti dalla consegna o dal ritiro dei prodotti medesimi, il termine massimo entro il quale deve avvenire il pagamento. Questo termine legale è rafforzato dalla previsione di elevati interessi moratori, il cui tasso è inderogabile, decorrenti automaticamente dal giorno successivo la scadenza.
L’emanazione del decreto del Ministro delle Attività Produttive che definendo i prodotti alimentari deteriorabili, ha confermato che tutti i prodotti del nostro settore sono da considerarsi tali, ha sicuramente rafforzato l’applicazione della nuova disciplina dei termini di pagamento.

Il 1996 rappresenta una data storica per l'ASSICA in quanto segna il cinquantesimo anniversario dell'Associazione. Le attività svolte dall'Associazione in questi ultimi anni sono indubbiamente state caratterizzate dall'attenzione sempre crescente verso i temi della sicurezza alimentare - ricordiamo il "caso diossina" e la vicenda BSE, in occasione dei quali l'ASSICA ha prontamente attivato una cellula di crisi, monitorando e controllando in questo modo l'evoluzione degli eventi e intervenendo per informare correttamente i consumatori e i media.
La politica associativa di questi anni è stata caratterizzata anche dalle attività relative alla presentazione delle domande di registrazione dei marchi di tutela, depositate presso gli uffici competenti sia a livello nazionale che comunitario. Sul piano comunitario si è assistito alla prima parziale realizzazione del progetto di tutela, tramite il Regolamento CEE 2081/92, dei prodotti della salumeria italiana, avviato dall'Associazione nel 1994 con la presentazione di diverse istanze di registrazione DOP/IGP. Ad oggi i prodotti a base di carne tutelati dall'Unione Europea, con l'intervento diretto di ASSICA o indirettamente assistendo i relativi Consorzi, sono i seguenti: Salame Brianza DOP, Salame di Varzi DOP, Speck dell'Alto Adige IGP, Bresaola della Valtellina IGP, Culatello di Zibello DOP, Prosciutto di Carpegna DOP, Salumi Piacentini DOP - Coppa, Pancetta e Salame - Mortadella Bologna IGP, Zampone Modena e Cotechino Modena IGP; l'ultimo riconoscimento in ordine temporale è stato ottenuto nel settembre 2001 per i Salamini Italiani alla Cacciatora DOP. Stanno invece continuando il loro iter anche le istanze presentate con la procedura ordinaria per il riconoscimento dell'IGP di Salame Cremona, Salame Milano, Coppa Parma e Salame Felino e della DOP per Salame Piemonte e Salame cotto Piemonte.

DAL 1980 AL 1996


Nel 1982 l'Italia recepisce la normativa comunitaria che impone l'etichettatura dei prodotti alimentari e l'A.I.C.A. realizza uno studio per aiutare gli associati ad adeguarsi alle nuove norme.
Nel 1985 alla prima edizione del "Cibus" a Parma il settore delle carni conservate è la rappresentanza più numerosa rispetto a tutti i comparti e proprio in questo momento di grande cambiamento nei consumi degli italiani, nasce all'interno dell'Associazione l'esigenza di costituire uno strumento che aiuti le aziende ad affrontare meglio il mercato, promuovendo contemporaneamente l'immagine dei prodotti: viene così costituito il Consorzio Salumi Italiani, attraverso il quale l'Associazione svolge una serie di attività istituzionali per la valorizzazione dell'immagine dei salumi italiani (analisi di mercato, ricerca scientifica sui prodotti, campagne di informazione alimentare, ecc.).
Il 6 giugno del 1986 viene decisa dagli associati la nuova denominazione: Associazione Industriali delle Carni (ASSICA), un nome semplice e diretto che identifica il più ampio ventaglio delle attività di trasformazione. Nel 1989 l'operato dell'ASSICA si sviluppa su due filoni fondamentali: la valorizzazione dei prodotti tipici nazionali e l'interprofessionalità di filiera. L'anno successivo viene scelta come sede il centro direzionale di Milanofiori.
Il 1° marzo del 1992, nell'ambito di un progetto di rafforzamento in vista del processo di integrazione comunitaria, l'Associazione istituisce l'ufficio di Bruxelles presso la sede della delegazione di Confindustria. Fatti significativi di questo anno sono sicuramente l'approvazione della legge con la quale l'Italia si uniforma alle disposizioni comunitarie in materia di prodotti a base di carne e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del Regolamento CE 20081/92 relativo alle registrazioni DOP /IGP. Un regolamento fortemente auspicato dall'ASSICA per le possibilità di tutela dei prodotti tipici di salumeria che ne derivavano. Un altro importante argomento che ha caratterizzato l'attività dell'Associazione riguarda il settore tecnico-sanitario. L'ASSICA esercita un importante ruolo di "orientamento" nell'applicazione delle normative derivanti dall'attuazione delle direttive sanitarie sul processo di produzione alimentare, giungendo alla redazione di un modello di linee guida per l'autocontrollo dell'industria di trasformazione delle carni.
Nel 1994 il "Consorzio Salumi Italiani" diventa "Istituto per la Valorizzazione dei Salumi Italiani" e l'Associazione promuove una campagna informativa (diretta al consumatore e agli opinion leader) sui positivi valori nutrizionali dei salumi italiani, come testimoniato da uno studio condotto dall'Istituto Nazionale della Nutrizione.

DAL 1958 AL 1980


Nel 1958 viene riconfermato il ruolo determinante svolto dall'A.I.C.A. con la costituzione a livello europeo del "Centro di Collegamento tra le industrie delle Conserve Alimentari": il C.LI.TRA.VI.; nel corso degli anni questo organismo, costituito dal Italia, Francia e Belgio, riunirà tutte le associazioni europee del settore delle carni trasformate. Nel 1959 il settore affronta una serie di difficoltà: il blocco delle importazioni di suini vivi e carni e l'inasprimento delle misure protezionistiche a livello comunitario.
Nel 1964 il Consiglio Europeo emana la prima direttiva che diventerà il riferimento normativo di tutto il settore delle carni fresche per gli scambi intracomunitari (Direttiva CEE 64/433). Il periodo che va dal 1965 al 1972 è quello delle grandi proteste sindacali, dove l'A.I.C.A. si impegna per salvaguardare i livelli produttivi, messi in pericolo dagli scioperi. Nel 1974 l'Associazione evidenzia i problemi del settore, conseguenti alla crisi energetica mondiale e al pesante passivo della bilancia commerciale italiana.
Le difficoltà in campo economico in questi anni si rafforzano: l'inflazione continua ad crescere, il costo del denaro aumenta, il carico fiscale si fa sempre più pesante e il settore deve fare i conti con gli effetti dei provvedimenti antinflazionistici. Nel 1978, anno di grandi difficoltà, la drammatica situazione politica ha riflessi sulla lira debole e l'A.I.C.A s'impegna a rimuovere gli ostacoli economici e sanitari verso mercati con forti potenzialità.

DAL 1952 AL 1957


Nel 1952 l'Associazione si fa promotrice del primo Convegno Internazionale dell'Alimentazione, che si tiene in occasione della Fiera di Bologna e l'anno successivo si batte contro l'aumento dei dazi doganali sulle carni d'importazione. Il 1954 segna un momento di evoluzione del settore e di svolta per il ruolo dell'Associazione grazie alla prima elezione di un industriale dell'A.I.C.A. a membro di Giunta della Confederazione Generale dell'Industria Italiana.
A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta si registra un progressivo aumento della domanda di carni e di prodotti trasformati, non corrisposto da una produzione zootecnica adeguata. Per questo dal 1956, i prezzi delle carni e del bestiame lievitano, determinando quella dipendenza dall'estero, che caratterizzerà il settore fino ai giorni nostri. In questo contesto l'A.I.C.A. interviene su due fronti: richiedendo da un lato la revisione dell'Imposta dei prezzi al consumo e dall'altra dei pesanti dazi doganali.
Nel 1957 viene ufficialmente istituita la Borsa Merci per il settore delle carni.

DAL 1946 AL 1951


Il 25 gennaio del 1946 nasce l'A.I.C.A., Associazione degli Industriali delle Conserve Animali, denominazione originaria dell'attuale Associazione degli Industriali delle Carni, ASSICA
Nel 1948 nasce l'ufficio di Roma, per migliorare il collegamento con i ministeri e assistere meglio le aziende del Centro Sud.
Nello stesso anno l'Associazione costituisce la S.A.I.C.A., Società per Azioni tra Industriali delle Conserve Animali, con lo scopo di fornire servizi alle imprese, tra i quali prevalentemente l'acquisto collettivo, per le aziende associate, di grandi quantità di materie prime dall'estero, senza intermediazioni e a costi ridotti. Dopo la firma del piano Marshall da parte di Alcide De Gasperi, l'A.I.C.A. si adopera affinché il settore della trasformazione delle carni sia inserito nel piano di sviluppo economico americano.
Questi sono anni di grande impegno per l'Associazione in quanto questa fase delicata rappresenta per l'Italia la possibilità di rilancio del settore sui mercati esteri, dai quali il nostro paese era rimasto assente durante gli anni del fascismo e del conflitto mondiale.
Negli anni successivi al dopoguerra, cominciano ad affermarsi prodotti sostitutivi (quali olio di oliva e burro) di quelli che fino ad allora erano fondamentali nelle abitudini alimentari (i grassi suini). Nasce allora il "Consorzio Grassi Suini", per valorizzarne l'immagine e favorire una maggiore stabilità di mercato. Nel 1950 l'A.I.C.A. si impegna direttamente sul fronte sindacale, concludendo le trattative per l'accordo integrativo del contratto di lavoro.
L'anno seguente si apre con una significativa vittoria per il settore: l'abolizione dei prezzi minimi per l'esportazione delle conserve animali. Ciò permette ai salumi italiani di trovare un nuovo strumento di competitività sui mercati esteri. Il 1951 è segnato da un altro importante avvenimento: la nascita de "L'Industria delle carni", l'organo ufficiale di comunicazione dell'Associazione.