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Più di 50
anni di attività per lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione
della produzione italiana
di salumi |
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| Con l'Italia ancora
sotto l'occupazione alleata ed un governo Parri che esprimeva
al tempo stesso le speranze e le contraddizioni di un paese
ormai libero ma sconfitto, gli industriali delle carni si
riunirono nello studio milanese di un notaio per dar vita
a una associazione che affrontasse e risolvesse i mille problemi
di organizzazione imprenditoriale degli industriali della
trasformazione delle carni, in un'Italia reduce da una guerra
rovinosa. |
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| DAL 1996
AD OGGI |
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Quest’ultimo triennio sarà ricordato come il
periodo dell’apertura di nuovi mercati, dello sviluppo
di quelli esistenti e delle intense attività dell’Associazione
rivolte all’export dei prodotti della salumeria italiana.
Il lavoro svolto congiuntamente da ASSICA con le nostre
Amministrazioni pubbliche - in particolare con il Ministero
della Salute, Direzione Generale Sanità Veterinaria
e degli Alimenti, e le rappresentanze diplomatiche - si sta
concretizzando con l’apertura di mercati di primaria
importanza.
La salumeria italiana si sta introducendo in Estremo Oriente
(Cina – Sud Corea - Singapore), rafforza la sua presenza
sul continente nord–americano, grazie alle aperture
del Messico e del Canada, acquisisce significativi successi
in Oceania.
Al tempo stesso è stata, e sarà anche in futuro,
molto intensa l’attività dell’Associazione
per consolidare e sviluppare mercati esteri fondamentali,
quali Giappone e Stati Uniti, per l’export dei nostri
prodotti.
L’esportazione verso i Paesi terzi si consolida sempre
più come attività strategica e necessaria per
lo sviluppo futuro del nostro settore, operante ormai a pieno
titolo in mercati globali.
La politica associativa in questi ultimi anni è stata
inoltre caratterizzata da un evento di straordinaria importanza
per il nostro settore: l’emanazione del decreto legislativo
relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento. Ricordiamo
che il decreto, la cui emanazione è stata ottenuta
grazie a un costante impegno dell’ASSICA sul problema
dei termini di pagamento, ha fissato, per i contratti aventi
ad oggetto prodotti alimentari deteriorabili, a sessanta giorni
decorrenti dalla consegna o dal ritiro dei prodotti medesimi,
il termine massimo entro il quale deve avvenire il pagamento.
Questo termine legale è rafforzato dalla previsione
di elevati interessi moratori, il cui tasso è inderogabile,
decorrenti automaticamente dal giorno successivo la scadenza.
L’emanazione del decreto del Ministro delle Attività
Produttive che definendo i prodotti alimentari deteriorabili,
ha confermato che tutti i prodotti del nostro settore sono
da considerarsi tali, ha sicuramente rafforzato l’applicazione
della nuova disciplina dei termini di pagamento.
Il 1996 rappresenta una data storica per l'ASSICA in quanto
segna il cinquantesimo anniversario dell'Associazione. Le
attività svolte dall'Associazione in questi ultimi
anni sono indubbiamente state caratterizzate dall'attenzione
sempre crescente verso i temi della sicurezza alimentare -
ricordiamo il "caso diossina" e la vicenda BSE,
in occasione dei quali l'ASSICA ha prontamente attivato
una cellula di crisi, monitorando e controllando in questo
modo l'evoluzione degli eventi e intervenendo per informare
correttamente i consumatori e i media.
La politica associativa di questi anni è stata caratterizzata
anche dalle attività relative alla presentazione delle
domande di registrazione dei marchi di tutela, depositate
presso gli uffici competenti sia a livello nazionale che comunitario.
Sul piano comunitario si è assistito alla prima parziale
realizzazione del progetto di tutela, tramite il Regolamento
CEE 2081/92, dei prodotti della salumeria italiana, avviato
dall'Associazione nel 1994 con la presentazione di diverse
istanze di registrazione DOP/IGP. Ad oggi i prodotti a base
di carne tutelati dall'Unione Europea, con l'intervento diretto
di ASSICA o indirettamente assistendo i relativi Consorzi,
sono i seguenti: Salame Brianza DOP, Salame di Varzi DOP,
Speck dell'Alto Adige IGP, Bresaola della Valtellina IGP,
Culatello di Zibello DOP, Prosciutto di Carpegna DOP, Salumi
Piacentini DOP - Coppa, Pancetta e Salame - Mortadella Bologna
IGP, Zampone Modena e Cotechino Modena IGP; l'ultimo riconoscimento
in ordine temporale è stato ottenuto nel settembre
2001 per i Salamini Italiani alla Cacciatora DOP. Stanno invece
continuando il loro iter anche le istanze presentate con la
procedura ordinaria per il riconoscimento dell'IGP di Salame
Cremona, Salame Milano, Coppa Parma e Salame Felino e della
DOP per Salame Piemonte e Salame cotto Piemonte.
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| DAL 1980
AL 1996 |
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Nel 1982 l'Italia recepisce la normativa comunitaria che impone
l'etichettatura dei prodotti alimentari e l'A.I.C.A. realizza
uno studio per aiutare gli associati ad adeguarsi alle nuove
norme.
Nel 1985 alla prima edizione del "Cibus" a Parma
il settore delle carni conservate è la rappresentanza
più numerosa rispetto a tutti i comparti e proprio
in questo momento di grande cambiamento nei consumi degli
italiani, nasce all'interno dell'Associazione l'esigenza di
costituire uno strumento che aiuti le aziende ad affrontare
meglio il mercato, promuovendo contemporaneamente l'immagine
dei prodotti: viene così costituito il Consorzio Salumi
Italiani, attraverso il quale l'Associazione svolge una serie
di attività istituzionali per la valorizzazione dell'immagine
dei salumi italiani (analisi di mercato, ricerca scientifica
sui prodotti, campagne di informazione alimentare, ecc.).
Il 6 giugno del 1986 viene decisa dagli associati la nuova
denominazione: Associazione Industriali delle Carni (ASSICA),
un nome semplice e diretto che identifica il più ampio
ventaglio delle attività di trasformazione. Nel 1989
l'operato dell'ASSICA si sviluppa su due filoni fondamentali:
la valorizzazione dei prodotti tipici nazionali e l'interprofessionalità
di filiera. L'anno successivo viene scelta come sede il centro
direzionale di Milanofiori.
Il 1° marzo del 1992, nell'ambito di un progetto di rafforzamento
in vista del processo di integrazione comunitaria, l'Associazione
istituisce l'ufficio di Bruxelles presso la sede della delegazione
di Confindustria. Fatti significativi di questo anno sono
sicuramente l'approvazione della legge con la quale l'Italia
si uniforma alle disposizioni comunitarie in materia di prodotti
a base di carne e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale
del Regolamento CE 20081/92 relativo alle registrazioni DOP
/IGP. Un regolamento fortemente auspicato dall'ASSICA
per le possibilità di tutela dei prodotti tipici di
salumeria che ne derivavano. Un altro importante argomento
che ha caratterizzato l'attività dell'Associazione
riguarda il settore tecnico-sanitario. L'ASSICA
esercita un importante ruolo di "orientamento" nell'applicazione
delle normative derivanti dall'attuazione delle direttive
sanitarie sul processo di produzione alimentare, giungendo
alla redazione di un modello di linee guida per l'autocontrollo
dell'industria di trasformazione delle carni.
Nel 1994 il "Consorzio Salumi Italiani" diventa
"Istituto per la Valorizzazione dei Salumi Italiani"
e l'Associazione promuove una campagna informativa (diretta
al consumatore e agli opinion leader) sui positivi valori
nutrizionali dei salumi italiani, come testimoniato da uno
studio condotto dall'Istituto Nazionale della Nutrizione.
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| DAL 1958
AL 1980 |
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Nel 1958 viene riconfermato il ruolo determinante svolto dall'A.I.C.A.
con la costituzione a livello europeo del "Centro di
Collegamento tra le industrie delle Conserve Alimentari":
il C.LI.TRA.VI.; nel corso degli anni questo organismo, costituito
dal Italia, Francia e Belgio, riunirà tutte le associazioni
europee del settore delle carni trasformate. Nel 1959 il settore
affronta una serie di difficoltà: il blocco delle importazioni
di suini vivi e carni e l'inasprimento delle misure protezionistiche
a livello comunitario.
Nel 1964 il Consiglio Europeo emana la prima direttiva che
diventerà il riferimento normativo di tutto il settore
delle carni fresche per gli scambi intracomunitari (Direttiva
CEE 64/433). Il periodo che va dal 1965 al 1972 è quello
delle grandi proteste sindacali, dove l'A.I.C.A. si impegna
per salvaguardare i livelli produttivi, messi in pericolo
dagli scioperi. Nel 1974 l'Associazione evidenzia i problemi
del settore, conseguenti alla crisi energetica mondiale e
al pesante passivo della bilancia commerciale italiana.
Le difficoltà in campo economico in questi anni si
rafforzano: l'inflazione continua ad crescere, il costo del
denaro aumenta, il carico fiscale si fa sempre più
pesante e il settore deve fare i conti con gli effetti dei
provvedimenti antinflazionistici. Nel 1978, anno di grandi
difficoltà, la drammatica situazione politica ha riflessi
sulla lira debole e l'A.I.C.A s'impegna a rimuovere gli ostacoli
economici e sanitari verso mercati con forti potenzialità.
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| DAL 1952
AL 1957 |
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Nel 1952 l'Associazione si fa promotrice del primo Convegno
Internazionale dell'Alimentazione, che si tiene in occasione
della Fiera di Bologna e l'anno successivo si batte contro
l'aumento dei dazi doganali sulle carni d'importazione. Il
1954 segna un momento di evoluzione del settore e di svolta
per il ruolo dell'Associazione grazie alla prima elezione
di un industriale dell'A.I.C.A. a membro di Giunta della Confederazione
Generale dell'Industria Italiana.
A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta si
registra un progressivo aumento della domanda di carni e di
prodotti trasformati, non corrisposto da una produzione zootecnica
adeguata. Per questo dal 1956, i prezzi delle carni e del
bestiame lievitano, determinando quella dipendenza dall'estero,
che caratterizzerà il settore fino ai giorni nostri.
In questo contesto l'A.I.C.A. interviene su due fronti: richiedendo
da un lato la revisione dell'Imposta dei prezzi al consumo
e dall'altra dei pesanti dazi doganali.
Nel 1957 viene ufficialmente istituita la Borsa Merci per
il settore delle carni.
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| DAL 1946
AL 1951 |
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Il 25 gennaio del 1946 nasce l'A.I.C.A., Associazione degli
Industriali delle Conserve Animali, denominazione originaria
dell'attuale Associazione degli Industriali delle Carni, ASSICA
Nel 1948 nasce l'ufficio di Roma, per migliorare il collegamento
con i ministeri e assistere meglio le aziende del Centro Sud.
Nello stesso anno l'Associazione costituisce la S.A.I.C.A.,
Società per Azioni tra Industriali delle Conserve Animali,
con lo scopo di fornire servizi alle imprese, tra i quali
prevalentemente l'acquisto collettivo, per le aziende associate,
di grandi quantità di materie prime dall'estero, senza
intermediazioni e a costi ridotti. Dopo la firma del piano
Marshall da parte di Alcide De Gasperi, l'A.I.C.A. si adopera
affinché il settore della trasformazione delle carni
sia inserito nel piano di sviluppo economico americano.
Questi sono anni di grande impegno per l'Associazione in quanto
questa fase delicata rappresenta per l'Italia la possibilità
di rilancio del settore sui mercati esteri, dai quali il nostro
paese era rimasto assente durante gli anni del fascismo e
del conflitto mondiale.
Negli anni successivi al dopoguerra, cominciano ad affermarsi
prodotti sostitutivi (quali olio di oliva e burro) di quelli
che fino ad allora erano fondamentali nelle abitudini alimentari
(i grassi suini). Nasce allora il "Consorzio Grassi Suini",
per valorizzarne l'immagine e favorire una maggiore stabilità
di mercato. Nel 1950 l'A.I.C.A. si impegna direttamente sul
fronte sindacale, concludendo le trattative per l'accordo
integrativo del contratto di lavoro.
L'anno seguente si apre con una significativa vittoria per
il settore: l'abolizione dei prezzi minimi per l'esportazione
delle conserve animali. Ciò permette ai salumi italiani
di trovare un nuovo strumento di competitività sui
mercati esteri. Il 1951 è segnato da un altro importante
avvenimento: la nascita de "L'Industria delle carni",
l'organo ufficiale di comunicazione dell'Associazione.
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