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Brexit e salumi italiani

A seguito dell'esito del recente referendum indetto nel Regno Unito, con il quale il popolo britannico ha scelto di uscire dall'Europa, il Presidente ASSICA Nicola Levoni ha dichiarato:

"L’esito del referendum Brexit alimenta preoccupazioni: l’uscita del Regno Unito non accadrà domani, ma sicuramente questa situazione genera e genererà un periodo di incertezza in Europa (con maggiori conseguenze per i Paesi che, come il nostro, sono maggiormente esposti). Infatti, al di là delle difficili trattative UE-UK, non è improbabile un nuovo referendum scozzese che potrebbe anche innescare ulteriori processi di disgregazione (Catalonia, Pais Basco), ma anche tensioni in Belgio o Nord Irlanda.

Ho sempre sostenuto che abbiamo bisogno di una Europa forte e che le regole del mercato unico siano fatte bene, vengano rispettate e siano uguali per tutti con le dovute declinazioni dei regolamenti attuativi dei singoli stati. Inoltre per il settore dei salumi l’UE rappresenta l’82% delle nostre esportazioni. Detto questo si può ben capire quale sia la nostra preoccupazione ogni qual volta un elemento di instabilità si insinui in un mercato così grande e strategico per noi.


Parlando poi nello specifico del Regno Unito, ricordo che si tratta del terzo mercato mondiale per i salumi (dopo Germania e Francia e prima degli Stati Uniti): è evidente che il timore di tutti noi è la creazione, al termine del processo di uscita dall’UE, di barriere tariffarie e non tariffarie che ci penalizzerebbero molto.

La speranza è che questa crisi spinga gli altri Stati e l’Unione europea a cambiare passo, mettendo in campo politiche più favorevoli alla crescita o, meglio, al definitivo superamento della crisi economica che è ormai quasi una crisi decennale."