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Primo semestre 2016 positivo per l’export salumi

Buon primo semestre 2016 per le esportazioni di salumi italiani.
Secondo le elaborazioni ASSICA su dati ISTAT gli invii di prodotti della salumeria italiana hanno evidenziato un +7,6% in volume per 80.061 ton e un +5,2% in valore per 649,4 milioni di euro. Un risultato, questo, che si è rafforzato nel corso dei sei mesi nonostante il rallentamento del commercio mondiale. Fondamentale per questa crescita è stata la domanda dei partner comunitari, mentre nel corso della seconda metà del semestre ha perso vigore quella dei Paesi terzi, frenata dal rimbalzo negativo degli USA dopo gli straordinari importanti incrementi registrati nel biennio 2015 e 2014.

Nel corso del semestre, grazie ai risultati del periodo aprile - giugno, hanno mostrato un rimbalzo anche le importazioni di salumi salite a 26.763 ton (+8,2%) per un valore di 94,2 milioni di euro (+4,9%). A fronte di questa dinamica import-export, il saldo commerciale del settore ha registrato un incremento del +5,2% per 555,1 milioni di euro.

Le esportazioni del settore, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo più veloce sia rispetto a quello dell’industria alimentare (+3%) sia rispetto a quello del Paese, rimasto praticamente fermo. In un contesto complessivamente molto positivo, desta qualche preoccupazione il rallentamento del commercio mondiale. Al netto di qualche fisiologico rimbalzo, infatti, la lenta crescita del commercio mondiale e soprattutto il ritorno di misure protezioniste in diversi Paesi costituisce un importante fattore di rischio.

EXPORT PER PRODOTTO

Prosciutti crudi
Discreta performance per le esportazioni di prosciutti crudi stagionati. Nel complesso dei primi sei mesi del 2016, infatti, gli invii di prodotti con e senza osso hanno evidenziato un +3,2% in quantità per 31.565 ton e +1,5% in valore per 325,4 milioni di euro. Brillante, in particolare, il risultato dei prodotti in osso: +24% in quantità per oltre 2.145 ton e +8,9% in valore per 10,8 milioni di euro, ottenuto grazie al boom registrato nelle spedizioni verso la Francia (+40%). Bene le esportazioni di prosciutti disossati (la voce comprende anche speck, coppe e culatelli) che, pur rallentando nel corso del secondo trimestre, hanno raggiunto quota 29.420 ton (+1,9%) per un fatturato di 314,6 milioni di euro (+1,2%). Considerando l’insieme delle due voci doganali, per effetto soprattutto della dinamica registrata nel secondo trimestre, hanno mostrato un buon andamento gli scambi intracomunitari, mentre hanno registrato un rallentamento le esportazioni verso i Paesi terzi. Nella UE 28 spicca l’incremento della Francia (+16,1% in quantità e +8,7% in valore) ottenuto grazie ad un buon risultato dei prodotti disossati e alla ottima performance dei prodotti in osso. Positivo, dopo un faticoso primo trimestre, anche il risultato della Germania (+1% in quantità e +4,5% in valore). Ottime - con incrementi a due cifre - le performance di Paesi Bassi, Svezia e Croazia. Hanno evidenziato qualche difficoltà, invece, Regno Unito, Austria e Belgio. Fra i Paesi terzi, nel corso del secondo trimestre hanno registrato una battuta d’arresto le spedizioni verso gli USA, che hanno così evidenziato nel complesso dei sei mesi un -9,3% in quantità per 3.120 ton e un -9,3% in valore per 40,5 mln di euro. Un dato, questo, che da un lato risente del confronto con l’ottimo primo semestre 2015, e dall’altro probabilmente della riorganizzazione nella gestione di magazzini e logistica seguita al venir meno del provvedimento 100% reinspection. In discesa sono risultati anche gli invii verso il Canada. Buone notizie sono arrivate, invece, da Giappone, Svizzera e Brasile.

Salami
Ottima performance per le esportazioni di salami arrivate a sfiorare nel primo semestre le 13.690 ton (+10,5%) per 131,4 milioni di euro (+8,2%). Solida la crescita verso la UE28: +10,6% in quantità e +9,2% in valore, dove sono risultati in aumento tutti i principali mercati. All’interno del mercato unico, infatti, hanno evidenziato un trend vivace le spedizioni verso Germania, Francia, Regno Unito e Belgio; hanno chiuso positivamente quelle verso Svezia e Austria, hanno mostrato incrementi interessanti Paesi Bassi e Danimarca. Passo leggermente meno veloce, ma comunque brillante, anche per le esportazioni verso i Paesi extra UE: +9,9% in quantità per 1.915 ton e +4,3% in valore per 25,3 mln di euro. Determinanti oltre i confini comunitari i risultati di Canada, USA e Svizzera, mentre un contributo negativo è arrivato da Giappone e Hong Kong.

Mortadella
Buon risultato per mortadella e wurstel. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, le esportazioni di questi prodotti hanno superato 16.460 tonnellate per 59,4 milioni di euro, registrando un +4,3% in quantità e un +4,6% in valore, in accelerazione rispetto al primo trimestre. Fondamentale per la performance complessiva quella verso la UE28: +5,8% in quantità per 12.690 ton e +6,1% in valore per 47,8 milioni di euro. All’interno del mercato unico sono risultati in crescita gli invii verso la Francia, stabili quelli verso la Croazia che però hanno evidenziato una contrazione in valore, discreti quelli verso la Germania. Importanti aumenti a due cifre sono stati, poi, evidenziati da Regno Unito, Austria e Belgio, mentre sono apparse in difficoltà le esportazioni verso la Spagna e la Grecia. Trend cedente, invece, per le esportazioni verso i Paesi extra UE: -0,6% per 3.770 ton e -1,5% per 11,6 mln di euro seppure in miglioramento rispetto al parziale del primo trimestre.
Su questo risultato hanno pesato le flessioni di Svizzera, Stati Uniti, Giappone e Bosnia Erzegovina che hanno ampiamente controbilanciato gli incrementi di Libano e Hong Kong. 

Prosciutto cotto
Ottimo gennaio – giugno per le esportazioni di prosciutto cotto: +16,8% in quantità per oltre 11.270 ton e +10,5% in valore per 63,3 milioni di euro. Più veloce rispetto alla media il passo mostrato verso la UE: +17,7% per 10.575 ton e +11,2% per 57,1 mln di euro. Fondamentale anche in questa prima metà del 2016 la domanda proveniente dalla Spagna che, archiviata l’emergenza del 2015, sembra essersi rafforzata in modo stabile e aver preso le forme di una solida partnership. Contributi importanti alla crescita dell’export di prosciutto cotto nella UE sono arrivati anche da Francia, Germania, Regno Unito e Belgio, cui si sono aggiunti altri importanti incrementi come quelli di Danimarca e Slovenia. Dinamici anche gli scambi con i Paesi terzi che hanno registrato un +5,2% in quantità per 697 ton e un +4,4% in valore per 6,2 milioni di euro. Determinanti al di fuori del mercato unico sono stati gli aumenti di USA e Svizzera, cui hanno fatto eco Giappone, Canada e Federazione Russa. Unica eccezione il Libano.

Pancetta stagionata
Brillante primo semestre per l’export di pancetta stagionata. Nella prima metà del 2016, favoriti anche dall’effetto confronto con un difficile primo semestre 2015, gli invii di questi prodotti hanno raggiunto quota 2.462 ton (+24%) per 18,7 milioni di euro (+22,1%). Bene l’export verso l'Unione europea (+18,9% per 1.930 ton e +17,9% per 15,2 milioni di euro) dove, fra i risultati importanti evidenziati da molti dei principali mercati, come Regno Unito, Francia e Belgio, spicca la crescita dell'Austria balzata da 18 a 152 ton per 729mila euro. Molto vivace, poi, la domanda dei Paesi terzi (+46,5% in quantità per 534 ton e +44,6% in valore per 3,4 milioni di euro) che ha tratto slancio essenzialmente dalla ripresa degli invii verso il Giappone, principale mercato di riferimento con una quota del 92%. L’export verso il Paese del Sol Levante, infatti, archiviato il difficile primo semestre 2015, è tornato a superare quota 495 ton (+60,6%) per un valore di 3,1 milioni euro (+48,3%).

Bresaola
Vivace crescita delle esportazioni di bresaola nel primo semestre 2016. La categoria ha messo a segno un +14,7% in quantità per oltre 1.740 ton e un +7% in valore per 28,5 milioni di euro. Un trend importante e in accelerazione anche rispetto al già buon risultato del primo semestre 2015. Notevole il risultato verso la UE: +17,1% per 1.470 ton e +7,1% per 23,1 milioni di euro, dove i principali Paesi di riferimento hanno mostrato buone performance con aumenti anche a due cifre. Da sottolineare in particolare i risultati di Francia saldamente al primo posto fra i Paesi di destinazione; Germania; Regno Unito e Belgio. Andamento positivo, ma decisamente più contenuto, anche per i mercati extra UE: +3,3% in quantità per 272 ton e +6,4% in valore per 5,4 milioni di euro. Oltre i confini comunitari determinante per il risultato complessivo la performance dell’export verso la Svizzera (+9,8% per 218 ton e +6,4% per circa 4,5 milioni di euro) che ha più che compensato i rallentamenti di altri mercati minori.