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Possibili aumenti dei dazi all’importazione negli USA

11.502 sono i commenti che l’Office of the United States Trade Representative (USTR) ha ricevuto entro il termine del 30 gennaio 2017, in merito alla proposta di attivare nuovamente le sanzioni contro alcuni prodotti comunitari, imponendo su di essi un incremento del 100% dei dazi, quale provvedimento contro le norme UE che limitano le importazioni di carni bovine dagli Stati Uniti nell’Unione europea.
Questa iniziativa, adottata a fine dicembre dall’Amministrazione Obama, su richiesta dell’industria statunitense della carne bovina, riapre l’annosa questione del divieto di importazione nell’UE di carni trattate con ormoni.

La controversia sulla carne bovina trattata con ormoni ha avuto ripercussioni negative sulle relazioni commerciali transatlantiche dal 1988, quando l’allora Comunità europea, per tutelare la sicurezza alimentare dei consumatori, ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con determinati ormoni di crescita. Nel 1996 gli Stati Uniti e il Canada, i più colpiti dal divieto, hanno presentato ricorso all’organo di conciliazione dell’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO), ottenendo l’autorizzazione a imporre sanzioni commerciali sui prodotti provenienti dall’UE, il cui valore ammontava rispettivamente a 116,8 milioni di dollari USA e 11,3 milioni di dollari canadesi l’anno.

Nel maggio 2009 le parti hanno firmato un accordo, negoziato dalla Commissione europea e dal governo degli Stati Uniti, che prevedeva un meccanismo in due fasi per ridurre progressivamente il livello delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti sui prodotti dell’UE, mentre l’Unione avrebbe progressivamente aumentato le quantità di carni bovine di “alta qualità” prive di ormoni importabili nell’UE. Gli Stati Uniti hanno deciso di revocare le sanzioni imposte ai prodotti europei nel maggio 2011.
Non soddisfatta dalle modalità con cui l’UE ha dato esecuzione all’Accordo e alla luce dell’impossibilità di concludere entro l’anno il TTIP (nell’ambito del quale la questione avrebbe potuto essere nuovamente discussa), l’Amministrazione americana ha oggi deciso di agire di nuovo: la proposta in questione riguarda, per il nostro settore, i prodotti classificati con i codici doganali 1601, 021011, 021012, 16024110-20, 0203.
Risulterebbero esclusi dal provvedimento i prosciutti crudi disossati, culatelli e speck.