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Esportare la Dolce Vita 2017: le opportunità nei mercati avanzati

Allentato il morso della crisi, nei mercati avanzati si torna a spendere. Questa l’importante novità dell’edizione 2017 del Rapporto “Esportare la Dolce Vita (EDV). Il potenziale di mercato per il Bello e Ben Fatto italiano nei mercati avanzati”, che amplia lo spazio di manovra per le imprese italiane del Bello e Ben Fatto (BBF).

Lo scorso maggio a Milano nella sede del Museo delle Culture si è tenuta la presentazione del rapporto 2017 dedicato alle esportazioni del Bello e Ben Fatto Made in Italy, cioè di tutti quei prodotti che nel mondo sono divenuti ormai emblemi e testimonial dello stile di vita italiano e che per molti popoli segnano un ideale a cui tendere. Questa edizione della ricerca dedicata agli sviluppi dei prossimi 6 anni nei mercati avanzati, con un focus particolare sugli Stati Uniti, è stata svolta da Centro Studi Confindustria in collaborazione con Prometeia e con 10 associazioni di categoria di Confindustria: Anfao, Assocalzaturifici, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Confindustria Federorafi, Federalimentare, Federvini, ASSICA, FederlegnoArredo, Sistema Moda Italia e Ucina.

Il rapporto analizza le dinamiche export fino al 2022 da un duplice punto di vista: mantenendo le quote commerciali costanti da un lato e dall’altro ipotizzando un’'espansione degli scambi del nostro Paese nei diversi mercati esteri, basandosi sul confronto con Paesi analoghi all’Italia (per struttura produttiva e propensione all’export), ma meglio performanti. Ne emerge che a fronte dei 12 miliardi di euro di sviluppo dell’export nelle sole nazioni avanzate attesi per i prossimi anni a quote costanti, se ne potrebbero conquistare fino a 18,9 complessivi secondo lo scenario a quote crescenti di mercato.

Una prospettiva che può e deve fondare le azioni del nostro Governo nelle scelte di politica economica estera.
Il potenziale per l’Italia nei 31 mercati avanzati analizzati dal rapporto è di quasi 12 miliardi di euro in più nel 2022, a parità di quote di mercato. Ma se prendiamo uno scenario più ambizioso questa cifra aumenta di ulteriori 6,9 miliardi di euro, portando l’incremento complessivo a oltre 18 miliardi di euro”, ha sottolineato la vice presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria, Licia Mattioli. Ci sono “due strade”, secondo la Mattioli, che si aprono per aumentare la competitività del settori del BBF (alimentare, abbigliamento e tessile-casa, arredamento, calzature, orificeria e gioielleria, occhialeria): “investire nella manifattura ad alto valore aggiunto e aumentare il numero delle imprese esportatrici”.

Questa rinnovata vivacità della domanda nei mercati avanzati è messa in piena evidenza dalle componenti che guidano la ripresa nei prossimi anni, che sarà trainata dai consumi. Nella previsione 2017-22 alla base di questa edizione di Esportare la Dolce Vita i consumi cresceranno mediamente di due decimi di punto del Pil.
Inoltre, se è vero che permarranno molte incognite, soprattutto geopolitiche, in grado di rimettere in discussione il potenziale di assorbimento di molti mercati, quelli avanzati sono, comunque, strutturalmente più solidi e si presentano come mete più sicure per le PMI italiane.
Non bisogna tuttavia guardare agli avanzati e agli emergenti come alternativi. Uno dei vantaggi conseguibili dal rafforzamento della presenza nei mercati maturi è quello di raccogliere risorse e competenze da poter investire in destinazioni più rischiose, ma spesso con potenziale a lungo termine più elevato. EDV ritornerà perciò ad occuparsi dei mercati emergenti nell’edizione del 2018, monitorando così d'ora in poi ad anni alterni gli uni e gli altri.

Nel 2022 i mercati avanzati importeranno dall'Italia oltre 23 miliardi di euro di alimentare BBF.
2,4 miliardi di incremento rispetto al 2016, una variazione cumulata del 12% in sei anni. Nello scenario più ambizioso la stima quasi raddoppia (+20%), se l'Italia riuscirà ad aumentare le quote, con un guadagno ulteriore di 1,8 miliardi. Per vini, bevande spiritose e aceti, secondo lo scenario a quote costanti nel 2022 i mercati avanzati importeranno 6,8 miliardi dall’Italia, ossia il 30% delle importazioni di alimentare BBF dall'Italia, dagli attuali 6,1 miliardi; una variazione cumulata del 10,2% e un incremento di 628 milioni nei prossimi sei anni.

Le importazioni di alimentare dall’Italia degli Stati Uniti arriveranno nel 2022 a 4,3 miliardi di euro. La distribuzione territoriale dell’import indica come l’8,6% si concentrerà in appena 10 Stati federali, con un forte sbilanciamento verso la costa orientale e verso i grandi Stati dell’Ovest.