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ASSICA: plauso per accordo UE-Giappone. Notizia positiva per settore carni suine e salumi

Il 6 luglio scorso l’Unione europea e il Giappone hanno raggiunto un accordo di principio sugli elementi fondamentali dell’Accordo di partenariato economico: dopo 18 round negoziali e numerose riunioni a livello tecnico e politico, l’UE e il Giappone hanno raggiunto un accordo politico di massima.

Si prevede, tra l’altro, che all’entrata in vigore dell’Accordo di partenariato economico saranno soppressi i dazi su circa il 90% delle esportazioni dell’UE in Giappone. Una volta attuato completamente l’accordo, il Giappone avrà soppresso i dazi doganali sul 97% dei beni importati dall’UE (in termini di linee tariffarie), mentre le rimanenti linee tariffarie saranno oggetto di una liberalizzazione parziale tramite contingenti tariffari o riduzioni dei dazi; ciò consentirà agli esportatori dell’UE di risparmiare circa 1 miliardo di euro l’anno in dazi doganali.

“L’intesa raggiunta consentirà di aumentare le esportazioni di carni suine e salumi dall’Unione Europea. Attualmente il Giappone applica uno schema articolato per il calcolo dei dazi di importazione, che prevede sia un dazio ad valorem che uno specifico. Il Giappone manterrà questo schema, ma ridurrà notevolmente gli importi. Nell’arco di 10 anni, il dazio ad valorem scenderà dai circa 4€ per kg attuali a circa 40 centesimi. Per i prodotti a base di carne suina l’Accordo prevede l’azzeramento dei dazi” ha affermato Nicola Levoni, Presidente di ASSICA (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi).

“In più, il Giappone ha accettato di riconoscere la protezione di una lista di oltre 210 DOP e IGP europee, che include per il nostro settore Bresaola della Valtellina, Mortadella Bologna, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Prosciutto Toscano, Zampone Modena” ha concluso Levoni.

Secondo i dati Assica, nel primo trimestre del 2017 sono stati esportati circa 1.000 ton di salumi (+22,6%) per 9,8 milioni di euro (+22,2%). Valori che confermano il Giappone quale terzo mercato di destinazione per i nostri salumi fuori dalla Unione Europea.