News

Il mercato cinese più vicino per le carni suine e bovine italiane

Dopo quella degli ispettori di AQSIQ (General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine), svoltasi lo scorso mese di novembre, è giunta a conclusione anche la missione degli ispettori di CNCA (Certification and Accreditation Administration), ente cinese abilitato all’autorizzazione degli stabilimenti, in Italia dal 16 al 25 gennaio scorsi.

Gli ispettori, nell’arco di dieci giorni molto intensi, hanno visitato, oltre ad un impianto addetto alla produzione di infant formula e a un’azienda apicoltrice, due impianti di macellazione suina e nove impianti di trasformazione, di cui quattro prosciuttifici e cinque produttori di salumi cotti.
I tre ispettori cinesi, ben preparati anche sulla normativa comunitaria, hanno condotto visite molto dettagliate negli stabilimenti; durante la riunione di chiusura della missione, presso il Ministero della Salute, hanno espresso apprezzamento generale per il sistema di controlli italiani e per il livello generale riscontrato negli impianti.

Dopo oltre dieci anni di trattative finalizzate ad ottenere dalle Autorità cinesi l’ampliamento dei prodotti esportabili dall’Italia – forte della decisione delle Autorità americane di APHIS-USDA di riconoscere le 9 Regioni del Nord Italia indenni dalla Malattia vescicolare – nel 2013 ASSICA aveva prospettato al Ministero della Salute la possibilità di proporre alle Autorità cinesi un’apertura alle sole Regioni sulle quali le Autorità USA avevano già condotto una valutazione del rischio favorevole.

L’idea si è rivelata vincente e, grazie all’invio di copiosi dossier tecnico-sanitari da parte dello stesso Ministero della Salute, allo svolgimento di numerose missioni in Cina da parte dei nostri più alti livelli tecnici e Istituzionali per incontrare i vertici delle Autorità sanitarie cinesi, dell’incoming in Italia di delegazioni della General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine cinese e, non ultimo, al costante impegno di ASSICA abbiamo finalmente raggiunto un obiettivo di primaria valenza strategica per lo sviluppo futuro del nostro settore. Il lungo iter di valutazione, infatti, si è concluso favorevolmente a settembre 2016 con la dichiarazione da parte delle Autorità cinesi di nulla osta alle esportazioni di carni suine dall’Italia.

Le due missioni dei mesi scorsi hanno rappresentato i successivi fondamentali passaggi verso la conclusione della trattativa con le Autorità cinesi per l’apertura del mercato alle carni suine fresche e ai prodotti a breve stagionatura. L’auspicio, ora, è di un rapporto di ispezione favorevole che consenta di procedere rapidamente verso la definizione di un protocollo di intesa tra il nostro Ministero della Salute e AQSIQ, all’approvazione del certificato sanitario che dovrà scortare le spedizioni e alla definizione della procedura per l’abilitazione degli stabilimenti esportatori.

Analogo percorso potrà essere seguito anche per avviare l’export di carni bovine e prodotti a base di carne bovina dall’Italia, dopo che AQSIQ, a conclusione dei lavori del Comitato Governativo Italia-Cina presieduto dal Ministro degli Esteri Alfano e dal suo omologo Wang Yi, dopo oltre 16 anni ha annunciato la rimozione del bando sulla carne bovina italiana. Ora sarà possibile avviare le trattative tra le Autorità sanitarie per concordare un protocollo sui requisiti per l’esportazione verso la Cina di carne disossata di bovini con meno di 30 mesi.

Le trattative con le Autorità di Pechino sono molto difficili e richiedono tempi molto lunghi. Solamente grazie alla tenacia con cui sono state portate avanti da tutti i livelli tecnici e politici istituzionali coinvolti è stato possibile ottenere questi importati risultati; completarli è l’obiettivo per il 2018.