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Convegno ASSICA: l'intervento della Min. Teresa Bellanova

Nel corso del Convegno del 26 novembre scorso, la Ministra Teresa Bellanova (MIPAAF) è intervenuta con un intervento dettagliato e molto partecipato, di cui riproponiamo qui un estratto.
 

"Ho voluto essere qui fin dall’inizio per ascoltare. Come sapete queste sono ore intense della sessione di bilancio. Con la manovra abbiamo raggiunto un primo obiettivo fondamentale che era bloccare l'aumento dell'Iva, evitando una stangata da 23 miliardi di euro. 540 euro a famiglia. Lo abbiamo fatto, direi che è il primo motivo per cui questo governo è nato. Abbiamo anche lavorato in maniera importante per rifare centralità all'agroalimentare. Ho voluto però venire a Milano perché era importante esserci. E ho ascoltato con interesse gli interventi del Presidente Prandini, del Presidente Giansanti, dell’AD di COOP Latini, del Presidente Levoni e di tutti i relatori.
Anche così possiamo pensare di avanzare nella costruzione di una filiera più forte. Perché di questo parliamo oggi. Una filiera più forte.
Farlo in un momento di difficoltà è esattamente il nostro dovere come istituzioni pubbliche. Lo avete ribadito oggi, la crisi di produzione in Cina determina uno squilibrio del tutto nuovo nel mercato. E non sarà breve. Per questo credo che dovremo trasformare questa criticità in un’opportunità. E sappiamo anche che non è la prima criticità che questo settore si è trovato ad affrontare negli ultimi due anni.

Vorrei partire da tre parole allora: trasparenza, filiera, futuro.



Trasparenza. È una parola di cui nessuno deve avere paura, anzi deve diventare la cifra distintiva del settore suinicolo italiano. Apriamo una pagina nuova insieme. Veniamo da un passaggio complicato che ha messo a rischio la credibilità di tutto il sistema, ma credo che abbiamo anche in questo caso dimostrato che abbiamo gli anticorpi per proteggere la nostra qualità. Abbiamo un sistema di controlli che funziona e che dobbiamo rafforzare. Abbiamo uno straordinario patrimonio di DOP e IGP delle carni di suino trasformate, che parte dalla centralità del Prosciutto di Parma e del Prosciutto San Daniele, ma che ha tantissime voci di qualità che vanno protette e promosse. Abbiamo ora la possibilità di rilanciare. I nuovi piani di controllo della filiera produttiva a monte e i nuovi disciplinari – una volta approvati - daranno un contributo importante.

Come Ministero siamo impegnati per accompagnare al meglio questa fase. Come dicevo nella trasparenza. Per questo abbiamo predisposto un decreto sull’origine in etichetta sulle carni di suino trasformate, un decreto sui controlli dei tipi genetici per tutte le produzioni DOP, un decreto per l’istituzione del Fondo suinicolo nazionale. Tre parti di un intervento che deve essere utile per comunicare a tutto il mondo che la filiera suinicola nazionale è forte e sicura.

La filiera. È su questo che puntiamo a lavorare sempre di più, valorizzando le capacità di ognuno dei protagonisti. Sappiamo che oggi il costo della materia prima è alto, più alto che nella storia recente. Ma sappiamo anche che pochi mesi fa parlavamo di tutela del reddito degli allevatori, perché c’era stato un calo del 30% del prezzo del suino in allevamento. Questo ci spinge ancora di più a dire che dobbiamo mettere basi più solide nei rapporti, che dobbiamo immaginare insieme come costruire la filiera, ciascuno per la propria parte di responsabilità. Il fondo nazionale dovrà servire proprio a questo. Come sapete lo abbiamo ereditato dal Decreto legge emergenze, ma ne sposiamo le finalità.

E per me dare seguito a un intervento giusto e condiviso con la filiera, è un fatto normale. Si chiama continuità amministrativa, noi non solo la vogliamo garantire, la vogliamo valorizzare. Credo quindi che la scelta di puntare su investimenti innovativi nelle macchine che consentano di valorizzare meglio e in maniera più oggettiva la carne sia la base per costruire, o ricostruire, la fiducia tra allevatori e macellatori. È altrettanto importante investire, come faremo, almeno 1,5 milioni di euro in una forte campagna di comunicazione istituzionale a sostegno dei prodotti della salumeria italiana, a partire dai prodotti tutelati ma non solo.


Chiederemo alla Grande distribuzione di essere insieme a noi in questa operazione, enfatizzando le qualità dei prodotti delle filiere zootecniche nazionali e, ad esempio, dedicando un mese a tutte le produzioni DOP e IGP della salumeria italiana, anche a quelle a base di carne bovina. Sarà una campagna da condividere con tutti gli attori della filiera, da costruire nel solco dei lavori iniziati attraverso il finanziamento del “piano carni”, che dovrà servire non solo a sostenere i consumi, ma a costruire un’alleanza con i cittadini, con i consumatori. Far conoscere le tante qualità che mettiamo in campo, combattere le fake news che riempiono specialmente i social, ma che spesso finiscono per diventare informazione distorta. Ben consapevoli degli sforzi che si stanno facendo sul fronte del benessere animale, e quanti se ne dovranno ancora fare. Consapevoli che la sostenibilità non può essere un’etichetta vuota, ma una pratica quotidiana e necessaria. E deve essere una sostenibilità economica, ambientale e sociale. Consapevoli che dobbiamo attuare presto la direttiva europea contro le pratiche sleali di mercato, per difendere tutti gli operatori a prescindere dalle loro dimensioni.
E dobbiamo vietare le aste al doppio ribasso e riflettere a fondo sul sottocosto, perché abituare i consumatori a prezzi distanti dal valore del prodotto sul lungo periodo non fa bene.

Anche rafforzare la trasparenza delle CUN e le informazioni che diamo ai commissari, così come analizzare al meglio i dati di mercato, rappresenta un altro tassello. Ora abbiamo inviato il decreto del Fondo alla conferenza stato regioni e vogliamo renderlo operativo quanto prima.

Perchè il nostro obiettivo è garantire futuro alla filiera. E lo dico oggi, avendo ascoltato anche passaggi difficili. E concordo con il Presidente Levoni che dobbiamo rafforzare gli strumenti per il sostegno all’export. È una voce indispensabile. Perché se oggi stiamo vivendo una difficoltà è proprio per gli effetti del mercato mondiale, per riequilibrare abbiamo bisogno di nuovi spazi anche per i nostri salumi. Per questo lavoreremo insieme al Ministero degli esteri che oggi ha la responsabilità per il commercio estero per nuove azioni. A partire dal riconoscere la forza di alcune nostre produzioni, che però ogni giorno subiscono nel mondo un furto di identità che porta il nome di falso made in Italy. Dobbiamo riprenderci quei mercati, perché i consumatori ci cercano e se trovano solo le imitazioni subiamo un doppio danno.

Allo stesso modo insieme al Ministro Speranza dobbiamo sbloccare le esportazioni dove ci sono barriere non tariffarie. I tempi, lo sappiamo, non sono mai quelli che ci auguriamo noi. Più in generale dobbiamo dirci con franchezza che i tempi della Pubblica amministrazione sono più lenti di quelli del mercato. Per questo è necessario oggi pensare a una programmazione, pensare a come uscire da questa lunga fase che stiamo vivendo, più forti.
Il Ministero c’è.
Stiamo già da tempo dialogando col Mise anche per mettere insieme le forze. Ad esempio c’è uno strumento come il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che può essere un’opportunità sul fronte del credito per le imprese e dovremo approfondire con voi come possiate utilizzarlo al meglio.
Quello che sappiamo è che ognuno di noi a partire dai prossimi giorni deve lavorare per un patto di filiera.
 

Il tempo stringe e noi abbiamo bisogno di interventi che valgano per i prossimi anni. Sappiamo che va evitata la chiusura di aziende. Va evitato che arrivi qualcuno dall’estero a fare incetta dei nostri marchi storici. Perché il rischio c’è ed è inutile nasconderselo. Invece abbiamo bisogno che le aziende della trasformazione riescano a superare questa fase, perché significherà avere anche un rapporto più solido con gli allevatori e riuscire a garantire sul mercato prodotti sani e di grande qualità.

Se siamo qui oggi è anche e soprattutto per questo. I vostri interventi mi fanno pensare che c’è spazio per un lavoro comune. Il mio impegno sarà massimo, ve lo garantisco.
"

 

Teresa Bellanova, Min. delle politiche agricole alimentari e forestali