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Crescono le esportazioni di salumi nel primo semestre 2015. Boom di spedizioni verso gli USA

Crescita importante per le esportazioni di salumi italiani nel primo semestre 2015.
Secondo i dati elaborati da ASSICA su base Istat gli invii di prodotti della salumeria italiana hanno raggiunto quota 74.067 ton (+5,9%) per un valore di 614,6 milioni di euro (+3,9%).

Un buon risultato, consolidatosi nel corso dei 6 mesi, che rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto all’ottimo primo semestre 2014. A determinate questa crescita è stata la domanda dei partner comunitari, resa molto forte da circostanze eccezionali che hanno fatto volare le esportazioni di prosciutto cotto verso la Spagna, ma comunque positiva e solida anche al netto di questo exploit. Un contributo importante è arrivato anche dallo straordinario risultato degli USA (+20,8% in quantità e + 25,9% in valore).
Una performance, questa, sicuramente favorita dal “mini euro”, ma che è soprattutto frutto dell’impegno dimostrato dalle aziende per difendere le posizioni conquistate sul mercato americano nonostante la penalizzazione derivante dal provvedimento 100% reinspection USA venuto meno solo a partire da maggio scorso e del lavoro svolto nei mesi scorsi dal sistema Paese per rimuovere tutti gli ostacoli presenti su questo mercato.

Un successo quello statunitense che non è bastato a compensare il rallentamento di alcuni importanti partner emergenti nonché le difficoltà legate all’inasprimento delle barriere non tariffarie in primis l’embargo Russia. Nel complesso dei primi 6 mesi dell’anno infatti la domanda dei Paesi terzi è apparsa debole in termini di volumi. Nel corso del semestre l’import ha registrato una lieve crescita in quantità (+1,5% per 24.725 ton) ma una contrazione in valore (-2,5% per 89,6 milioni di euro). Il dato deve però essere valutato con cautela in quanto risente di un errore nelle importazioni di prosciutti cotti dal Regno Unito nel 2014, correggendo il quale si registrerebbe una crescita importante in quantità a fronte della medesima variazione nei valori. Il saldo commerciale del settore ha registrato un importante incremento (+5,1%) per 525 milioni di euro.

Le esportazioni del settore, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo più lento rispetto all’industria alimentare (+6,2%) in forte accelerazione e quello del Paese che ha chiuso il semestre con un +5%. I dati, dunque, confermano che l’export è un traino irrinunciabile per la crescita del settore. Questo risultato è, inoltre, una ulteriore riprova di quanto i nostri salumi siano apprezzati nel mondo, ma non si può abbassare la guardia. I numeri dimostrano che l’esistenza di barriere non tariffarie sta impedendo al nostro settore di avvantaggiarsi pienamente delle circostanze eccezionali legate al momento economico che stiamo vivendo e in particolare al mini euro al pari di altri settori dell’alimentare e dei nostri concorrenti della UE. Un fatto di non poco conto, anche perché le turbolenze che si stanno verificando nei Paesi emergenti asiatici fanno già intravedere un rallentamento nei prossimi mesi del commercio mondiale. L’impegno per promuovere i nostri salumi sui mercati extra UE e per rimuovere gli ostacoli, spesso solo pretestuosi, rimane una priorità di ASSICA.

Il risultato degli USA - ottenuto anche grazie allo sforzo del sistema Paese e in particolare alle iniziative legate al piano straordinario per il Made in Italy - conferma che quando aziende e Istituzioni lavorano insieme si ottengono grandi risultati.