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Crisi del settore suinicolo: buoni passi avanti

Lo scorso 26 novembre ASSICA ha richiamato l’attenzione di tutti gli operatori sulla eccezionale situazione storica attraversata dal comparto carni suine e salumi, organizzando un incontro di approfondimento sulla situazione e di confronto sulle soluzioni che è necessario adottare con tempestività per impedire di perdere o impoverire un patrimonio culturale, gastronomico e produttivo come quello della salumeria nazionale.

Fin dall’annuale appuntamento di giugno 2019, durante la consueta assemblea dell’associazione, ASSICA aveva concentrato l’attenzione delle istituzioni e del pubblico sul preoccupante scenario internazionale che si profilava all’orizzonte e che se da un lato registrava un export nazionale di salumi ancora soddisfacente, dall’altro cominciava già a condensare alcune tinte più fosche date dalla precarietà delle relazioni commerciali internazionali tra i top player degli scambi mondiali (USA-Cina, USA-UE, UE-Cina, UE-Russia), dall’incertezza sulla tenuta del mercato interno europeo con Brexit e dall’avanzare crescente della decimazione dei capi suini in Cina, dovuto a malattie veterinarie innocue per l’uomo ma incurabili. L’abbattimento di oltre 200 milioni di capi suini in oriente ha generato una forte carenza di carne suina su un mercato che ne è forte consumatore e ha innescato di conseguenza quella che in molti definiscono come una vera e propria crisi alimentare, come non se ne registravano da decenni.


Con il passare dei mesi lo scenario è andato evolvendo e consolidando le aspettative di forte shock dei mercati che erano già state messe a fuoco a giugno, quale possibile eventualità. Per questo ASSICA ha ritenuto indispensabile alzare il livello di attenzione non solo tra le istituzioni sempre attente alle segnalazioni dell’associazione, ma anche tra il pubblico, i consumatori e in tutta la filiera per parlare di un tema non certo “facile” o “affascinante”, ma con sicuri impatti sull’economia del Paese e sulla vita quotidiana di tutti noi. Tanti sono stati infatti gli interlocutori convocati e presenti all’incontro del 26 novembre scorso: a cominciare dalla Ministra per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali sen. Teresa Bellanova, che fin da subito aveva dimostrato sensibilità alla questione, incaricando il suo sottosegretario on.le Giuseppe L’Abbate di portarla per primi all’attenzione delle autorità Europee, per arrivare poi alla presenza al dibattito di illustri relatori del mondo produttivo, dei consumatori, dei lavoratori della filiera e della politica regionale, nazionale ed europea (vi invitiamo a consultare il resoconto dell’evento sullo scorso numero del giornale) e infine ad una platea di operatori, addetti ai lavori e media pari a oltre 500 persone.

Non si è trattato, è bene precisarlo, di un punto d’arrivo, bensì di un ulteriore passo nelle azioni da intraprendere per far fronte a questa situazione di mercato eccezionale, senza precedenti storici negli ultimi 40 anni e destinata a configurare una situazione di carenza di materia prima perdurante tra i 2 e i 5 anni. Altri importanti passi sono stati fatti anche a immediato seguito dell’incontro pubblico del 26 novembre.

I rapporti lungo la filiera si sono consolidati e rinnovati, coinvolgendo in maniera ancora più diretta le rappresentanze della distribuzione con cui elaborare modalità e tempistiche di comunicazione al consumatore del valore delle produzioni della salumeria nazionale al fine di sostenerne i consumi. A questo proposito l’associazione ha svolto incontri di approfondimento specifico con Federdistribuzione e i suoi associati per esaminare da vicino le dinamiche di questo scenario di mercato e illustrare con la giusta contezza di dettaglio i fattori internazionali che stanno avendo un impatto immediato e diretto sulle nostre produzioni. Con piacere ASSICA ha riscontrato non solo piena comprensione e condivisione della preoccupazione per le circostanze, ma propositività in termini di iniziative da poter attuare nei confronti del consumatore per migliorare il livello di conoscenza e consapevolezza sul patrimonio rappresentato dai salumi italiani.


Parimenti sono proseguiti i lavori sul fronte istituzionale per approntare meccanismi a sostegno delle imprese, del mercato e dell’intera filiera. Si è così reso più celere l’iter per rendere disponibili i fondi stanziati dal Fondo Suinicolo Nazionale (5 milioni di euro in due anni) per l’innovazione e per la comunicazione con la finalità di sostenere i consumi e al contempo favorire l’efficientamento produttivo e la semplificazione dell’operatività in azienda. Anche sul fronte dell’indicazione d’origine della materia prima in etichetta sono stati fatti alcuni passi, con l’intento di trovare una soluzione alle annose pressioni della politica e della filiera su questo fronte, in modo da non gravare le aziende di ulteriori oneri operativi o commerciali e di poter mantenere un’uniformità di condizioni all’interno del mercato unico europeo senza svantaggi competitivi, ma anzi cercando di poter sfruttare al meglio la valorizzazione della produzione made in Italy.

Il percorso è ancora lungo e molto si può e si deve ancora fare per dare risposte, strumenti e opportunità alle aziende del nostro settore, con l’obiettivo ambizioso ma risoluto di superare questo lungo periodo di cambiamento del mercato senza danni per le aziende e per l’occupazione. In queste settimane si stanno elaborando e cercando di mettere a punto strumenti finanziari moderni a disposizione delle imprese del settore e al contempo si intende individuare nuovi fondi per iniziative a sostegno del settore. Parimenti prosegue l’opera di sensibilizzazione degli organismi Europei affinché prendano coscienza dell’eccezionalità di una situazione e si decidano ad affrontarla con determinazione ponendone la trattazione in cima alle agende istituzionali.


Lo scenario internazionale, infatti, non sta registrando segni di correzione significativa rispetto alle previsioni degli analisti: l’andamento dei mercati di questi primi giorni del 2020, che sembrano dare un po’ di respiro agli operatori, non ci indurrà certo ad abbassare la guardia. Sappiamo che il percorso di questo 2020 sarà accidentato e inaspettato, ma come associazione intendiamo affrontarlo con determinazione, condivisione con tutti gli operatori della filiera e senza perdere di vista la necessità di introdurre novità strutturali sia negli approcci istituzionali sia negli approcci di filiera al mercato. Come abbiamo avuto modo di dire con puntualità il 26 novembre scorso: le situazioni eccezionali richiedono soluzioni fuori dall’ordinario e devono essere affrontate insieme da tutti gli operatori della filiera.

La tempesta perfetta è sempre davanti a noi, ma oggi disponiamo di nuovi strumenti per fronteggiarla e altri ne metteremo a punto a breve. Per farci trovare pronti.