28 Gennaio 2026

Accordo UE-MERCOSUR: firma storica ma i tempi si allungano

(di Giada Battaglia e Michele Spangaro)

Nel momento in cui si scrive, nella giornata del 21 gennaio u.s., il Parlamento europeo ha approvato con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell’Accordo commerciale UE-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale. La base giuridica dell’Accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell’Accordo commerciale provvisorio (iTA) sarà ora esaminata dalla Corte di giustizia, secondo le indicazioni contenute nel testo adottato. In attesa del parere della Corte, il Parlamento europeo potrà continuare l’esame dei testi ma dovrà attendere la sua pubblicazione, che potrebbe arrivare tra diversi mesi, prima di poter approvare o respingere l’iTA. Giuridicamente, la Commissione potrebbe comunque, dopo la ratifica da parte di almeno uno dei Paesi del Mercosur, proporre l’applicazione provvisoria dell’Accordo; si tratta di una valutazione essenzialmente politica.

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, il 17 gennaio u.s. la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen e i Capi di Stato dei 4 Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) hanno firmato, ad Asunción in Paraguay, il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dall’Unione europea che porterà alla creazione di un’area di libero scambio di oltre 700 milioni di persone e un PIL combinato di circa 20 trilioni di dollari. L’intesa consolida un legame strutturato con alcune tra le più dinamiche economie emergenti del mondo e rappresenta un passo storico per la competitività dell’industria europea e per il rafforzamento della dimensione geoeconomica del continente in una fase globale complessa e decisiva.

La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Oggi, due regioni con idee simili aprono un nuovo capitolo di opportunità per oltre 700 milioni di cittadini. Con questa partnership vantaggiosa per tutti, entrambi ne trarremo vantaggio, economicamente, diplomaticamente e geopoliticamente. Le nostre aziende creeranno esportazioni, crescita e posti di lavoro. Ci sosterremo a vicenda nelle nostre transizioni pulite e digitali. E il nostro segnale al resto del mondo è chiaro: l’UE e il Mercosur stanno scegliendo la cooperazione rispetto alla concorrenza e il partenariato rispetto alla polarizzazione”.

PRINCIPALI PUNTI E FIRMA DELL’ACCORDO

L’Accordo prevede l’azzeramento o la forte riduzione dei dazi sui prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export UE, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani.

“Ad oggi i dazi applicati dai Paesi Mercosur su prodotti a base di carne suina oscillano tra il 10% e il 16% e si prevede un periodo di progressiva riduzione per arrivare all’azzeramento in 8 o 10 anni a seconda del prodotto; pertanto, non sono solo gli aspetti tariffari a rendere fondamentale questo Accordo, ma la possibilità di disporre di uno specifico capitolo SPS che includa regole chiare e trasparenti per disciplinare le procedure di autorizzazione delle importazioni, per l’audit degli stabilimenti esportatori, per la registrazione dei prodotti nei registri nazionali dei vari Paesi; per una applicazione regolamentata del principio di precauzione e del principio di regionalizzazione”, ha dichiarato il direttore di ASSICA, Davide Calderone. I principali punti dell’accordo (EMPA – EU-Mercosur Partnership Agreement) riguardano:

  • l’eliminazione degli elevati dazi del MERCOSUR, che consentirà agli esportatori dell’UE di risparmiare oltre 4 miliardi di euro di dazi doganali all’anno;
  • procedure doganali agevolate per le esportazioni europee;
  • accesso preferenziale esclusivo ad alcune materie prime critiche e a determinati prodotti verdi;
  • divieto di imitazione di 344 prodotti alimentari tradizionali dell’UE riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane. Si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell’UE;
  • clausole per la sostenibilità ambientale e sociale, con riferimento all’Accordo di Parigi;
  • maggiore tutela degli investimenti e convergenza regolamentare;
  • l’apertura dei mercati dei servizi e appalti pubblici.

La firma è stata resa possibile dal fatto che il 9 gennaio 2026 gli Ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea avevano dato il via libera politico alla firma dell’Accordo, anche con il voto positivo dell’Italia, dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare.

Gli Ambasciatori dei 27 Paesi UE avevano confermato l’intesa con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia dell’Accordo commerciale con il Mercosur, introducendo però una modifica: la soglia per far scattare le indagini sui prodotti agricoli sensibili – in caso di possibili turbamenti del mercato – è stata abbassata dall’8% al 5%. Dopo la firma, l’Accordo dovrà essere approvato anche dal Parlamento europeo prima di poter essere formalmente concluso dal Consiglio. Per l’entrata in vigore sarà inoltre necessaria la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’UE e dei singoli Paesi del Mercosur.

Tuttavia, in base alla decisione del 9 gennaio, l’UE applicherà in via provvisoria gran parte dei capitoli relativi alla politica e alla cooperazione, in attesa del completamento delle procedure di ratifica. Si tratta del cosiddetto Accordo commerciale interinale (ITA – Interim Agreement). L’Accordo interinale rientra nella competenza esclusiva dell’UE e non richiede quindi la ratifica da parte dei singoli Stati membri dell’UE. Cesserà di applicarsi una volta che entrerà in vigore l’Accordo completo, in quanto il suo obiettivo è quello di garantire quanto prima i vantaggi economici derivanti dagli impegni commerciali negoziati.

I PRODOTTI AGRICOLI E IL SETTORE DELLE CARNI

Per quanto riguarda le carni, l’Accordo prevede l’istituzione di contingenti per l’importazione a dazio agevolato che, nello specifico, ammontano a:

  • 99.000 t di carne bovina: pari all’1,5% della produzione totale dell’UE;
  • 25.000 t di carne suina: lo 0,1% della produzione totale dell’UE;
  • 180.000 t di pollame: l’1,3% della produzione totale dell’UE. Come detto, l’Accordo introduce anche disposizioni specifiche per permettere all’UE di reagire rapidamente in caso di perturbazioni del mercato dovute all’aumento delle importazioni di prodotti agricoli dal Mercosur.

Per i prodotti sensibili, un undercutting dei prezzi del 5% associato a un aumento del 5% dei volumi delle importazioni preferenziali o a un calo del 5% dei prezzi all’importazione sarà ritenuto di norma un motivo sufficiente per avviare un’inchiesta.

Fino all’adozione formale del quadro legislativo permanente, la Commissione sarà autorizzata ad applicare tali misure di salvaguardia bilaterali nell’ambito dell’Accordo interinale per i prodotti agricoli e saranno applicati requisiti di monitoraggio rafforzati ai prodotti soggetti a contingenti tariffari. Gli Stati membri potranno chiedere alla Commissione di avviare indagini di salvaguardia e la Commissione sarà tenuta a informare il Consiglio in modo completo e tempestivo di qualsiasi azione di salvaguardia prevista.

L’Accordo conferma inoltre la rapida tempistica proposta per l’avvio delle inchieste da parte della Commissione, una volta ricevute prove sufficienti. Per i prodotti sensibili, le inchieste si concluderanno entro quattro mesi e, in casi urgenti, possono essere introdotte misure provvisorie entro 21 giorni.

La Commissione monitorerà costantemente e proattivamente le importazioni dei prodotti sensibili individuati e riferirà almeno ogni sei mesi al Parlamento e al Consiglio in merito agli sviluppi del mercato e a qualsiasi rischio di pregiudizio per i produttori dell’UE. I colegislatori hanno convenuto di rafforzare tale quadro permettendo l’estensione del monitoraggio, se debitamente richiesto dal settore industriale dell’UE, ad altri prodotti che non figurano nell’elenco dei prodotti sensibili. Inoltre, entro il 1° marzo 2026, la Commissione pubblicherà orientamenti tecnici a sostegno del monitoraggio del mercato a livello nazionale e locale.

Il testo concordato introduce anche disposizioni che consentono alla Commissione di intervenire qualora individui elusioni delle misure di salvaguardia ampliando l’ambito di applicazione delle misure o adottando altre misure di esecuzione necessarie.

UN MOLTIPLICATORE DI OPPORTUNITÀ

“Dove c’è prosperità e crescita non ci sono guerre. Gli accordi di libero scambio non sono strumenti tecnici, ma scelte politiche nel senso più alto, perché definiscono il nostro ruolo nel mondo, la capacità di incidere sulle catene globali del valore e di rafforzare la sovranità economica europea. L’Accordo con il Mercosur è un formidabile moltiplicatore di opportunità: non solo per l’export, ma anche per nuovi investimenti industriali, la realizzazione di infrastrutture moderne e lo sviluppo di filiere integrate che valorizzano gli standard europei ambientali, sociali e tecnologici in un’area ad alto potenziale di crescita. Un contributo concreto alle transizioni digitale, energetica e ambientale, che richiedono scala, investimenti e mercati aperti”, sottolinea la Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, Barbara Cimmino.

L’intesa rafforza in modo significativo la proiezione globale dell’Europa, amplia e diversifica i mercati di sbocco per le produzioni europee e italiane, rende più sicuro l’accesso a materie prime e minerali critici e favorisce collaborazioni industriali in settori strategici per l’innovazione.

Per l’Italia, i benefici sono particolarmente rilevanti: l’interscambio di beni e servizi con la regione ha già superato i 16,4 miliardi di euro e l’Accordo apre la strada a surplus crescenti, con un export composto per oltre il 94% da beni industriali. Le tutele previste per i comparti agricoli più sensibili, insieme a contingenti tariffari mirati e a una clausola di salvaguardia bilaterale, garantiscono un sistema di protezione solido ed efficace, capace di coniugare apertura dei mercati, competitività e tutela delle produzioni.

“I Paesi del Mercosur rappresenteranno, per le aziende del settore suinicolo, un futuro importante mercato di sbocco per i prodotti a base di carne suina e bovina, oltre a essere già fornitori di carni bovine (principalmente Brasile, ma anche Argentina e Uruguay) destinate alla trasformazione in prodotti di salumeria come ad esempio la bresaola. Con l’Accordo nasce la più grande area di libero scambio al mondo con oltre 700 milioni di consumatori e le opportunità per le aziende sono enormi”, ha dichiarato Lorenzo Beretta, Presidente di ASSICA.

“Desidero ringraziare le nostre Istituzioni per il grande e fondamentale lavoro svolto finalizzato a creare nuove e forti partnership, in un momento storico in cui le tensioni internazionali rendono ancora più prezioso ogni passo avanti nel dialogo, nella cooperazione e nella costruzione di relazioni stabili e durature”, ha concluso il Presidente.

ASSICA è da sempre favorevole ad accordi di libero scambio, partenariato economico o associazione tra l’Unione europea e Paesi terzi, perché creano cornici normative certe e stabili per gli operatori e assicurano che le misure sanitarie siano proporzionate, scientificamente giustificate e non discriminatorie, evitando il rischio di barriere arbitrarie al commercio.

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