22 Luglio 2026

ASSICA presente alla missione europea in Thailandia

(Di Giada Battaglia)

Dal 24 al 29 maggio 2026 la Thailandia è stata meta di un’importante iniziati­va di diplomazia economica promossa dalla Commissione europea a sostegno dell’agroali­mentare comunitario. A guidare la missione è stato il Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, Christophe Hansen, accompagnato da una delegazione composta da quasi cento rappresentanti di imprese e organizzazioni del settore provenienti da venti Stati membri.

L’iniziativa, organizzata dalla Commissione europea nell’ambito delle attività di promozione internazionale del comparto agroalimentare, aveva un duplice obiettivo: consolidare la presenza dei prodotti europei sul mercato thailandese e sostenere il dialogo politico con le autorità di Bangkok in vista della conclusione dell’Accordo di libero scambio (FTA) tra Unione europea e Thailandia.

Tra i partecipanti anche ASSICA: una presenza che conferma il ruolo ormai consolidato dell’Associazione, interlocutore di riferimento non solo a livello nazio­nale ma anche europeo, chiamata a rappresentare gli interessi dell’industria italiana delle carni suine e dei sa­lumi, comparto fortemente orientato all’export e par­ticolarmente interessato all’apertura di nuovi mercati.

UN’IMPORTANTE OCCASIONE DI PROMOZIONE E SVILUPPO DELLE RELAZIONI COMMERCIALI

La missione si è svolta in concomitanza con Thaifex – Anuga Asia 2026, la principale manifestazione fieri­stica dedicata all’agroalimentare del Sud-Est asiatico, che rappresenta ogni anno uno degli appuntamenti più importanti per produttori, importatori e distribu­tori dell’intera regione. L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare per l’Unione europea, scelta come Regione d’Onore della manifestazione. Il Padiglione europeo ha ospitato degustazioni, incontri istituzionali, seminari e attività promozionali dedicate alle eccellenze agroalimentari comunitarie, registrando migliaia di visitatori e offrendo alle imprese europee una vetrina privilegiata verso uno dei mercati più dinamici dell’Asia.

Accanto agli eventi fieristici, la Commissione europea ha organizzato un intenso programma di incontri tra aziende europee e operatori locali. Nel corso della settimana si sono svolti oltre cinque­cento incontri B2B con importatori, distributori, retailer e operatori provenienti non solo dalla Thailandia, ma anche da altri Paesi dell’area ASEAN, confermando il crescente interesse nei confronti delle produzioni a­groalimentari europee.

LA THAILANDIA: UN MERCATOSTRATEGICO TRA OPPORTUNITÀ E OSTACOLI ALL’ACCESSO

La Thailandia rappresenta infatti un mercato di par­ticolare interesse per l’industria alimentare europea. Con una popolazione di circa 70 milioni di abitanti, un turismo internazionale in costante crescita e una classe media sempre più orientata verso prodotti premium, il Paese costituisce uno dei principali hub commerciali del Sud-Est asiatico. Nel 2025 gli scambi complessivi tra Unione europea e Thailandia hanno superato i 44 miliardi di euro e il comparto agroalimen­tare rappresenta una componente sempre più significativa di questo interscambio.

Nonostante queste interessanti prospettive di mer­cato, le imprese europee continuano però a con­frontarsi con un quadro competitivo fortemente penalizzante. Australia, Nuova Zelanda e Giappone beneficiano di accordi commerciali che consentono l’ingresso dei loro prodotti a dazio zero, mentre le esportazioni provenienti dall’Unione europea sono ancora soggette a dazi che, per numerose catego­rie merceologiche, possono raggiungere il 50%. Una situazione che determina una significativa perdita di competitività per le imprese europee e rende ancora più strategica la conclusione del negoziato per il fu­turo Accordo di libero scambio.

La ripresa dei negoziati, annunciata ufficialmente nel marzo 2023 dopo quasi un decennio di interru­zione, rappresenta pertanto un passaggio di grande importanza. Accanto alla progressiva liberalizzazione tariffaria, uno dei temi più complessi riguarda le misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), sulle quali permangono ancora significative divergenze tra le parti. Tra le questioni aperte figurano il riconoscimento del principio di regionalizzazione delle malattie animali, il sistema di pre-listing degli stabilimenti esportatori, le procedure di audit e, più in generale, le modalità con cui vengono autorizzati gli scambi di prodotti di origine animale. Si tratta di aspetti tecnici che, per il settore delle carni, incidono molto più delle stesse tariffe do­ganali, poiché possono determinare, di fatto, la possi­bilità o meno di accedere al mercato.

Proprio su questi aspetti si è concentrata l’azione di ASSICA nel corso della missione. L’occasione ha con­sentito anche un confronto con l’Ambasciata d’Italia a Bangkok, con l’Ufficio ICE e con numerosi operatori locali, raccogliendo informazioni utili per comprendere le reali dinamiche del mercato e verificare direttamente l’interesse degli importatori thailandesi.

LA MISSIONE COME LEVA PERIL DIALOGOISTITUZIONALE E L’ACCESSOAL MERCATO

Le prime indicazioni emerse nei giorni immediatamen­te successivi alla missione rappresentano un segnale incoraggiante per il settore: la Delegazione dell’Unio­ne europea a Bangkok ha, infatti, comunicato che il Department of Livestock Development si è dichiarato disponibile a riesaminare la sospensione delle impor­tazioni di prodotti stagionati a base di carne suina, riconoscendo il lungo storico di scambi sicuri con la Thailandia e richiedendo la documentazione tecnica necessaria per procedere alla valutazione del dossier.

Dal punto di vista commerciale, la missione ha con­fermato come l’interesse verso le produzioni italiane rimanga elevato. Gli incontri B2B organiz­zati dalla Commissione europea e le visite presso im­portatori, distributori e retailer hanno evidenziato un apprezzamento diffuso nei confronti dei salumi italiani, in particolare dei prosciutti crudi, percepiti come pro­dotti di alta qualità e fortemente distintivi.

Per ASSICA la missione ha rappresentato molto più di una semplice iniziativa promozionale. È stata un’impor­tante occasione di confronto con le Istituzioni europe­e, con le Autorità italiane presenti in Thailandia e con gli operatori economici locali, ma soprattutto un’op­portunità concreta per riportare al centro dell’a­genda europea il tema dell’accesso al mercato thailandese per i salumi italiani.

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