22 Maggio 2026

Le grandi imprese italiane di fronte alle sfide della sostenibilità e alle guerre commerciali

Le sfide della sostenibilità e le tensioni commerciali internazionali sono state al centro del seminario pubblico “Le grandi imprese italiane di fronte alle sfide della sostenibilità e alle guerre commerciali”, promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di ASSICA, chiamata a portare il punto di vista dell’industria delle carni e dei salumi all’interno di un confronto di alto profilo tra accademia e mondo produttivo.

Ad aprire i lavori è stata la Direttrice del Dipartimento, Giovanna Laura De Fazio, che ha richiamato il ruolo strategico del dialogo tra università e imprese in una fase storica segnata da profondi cambiamenti negli equilibri globali. L’inquadramento scientifico, affidato ai professori Marco Gestri e Maria Cecilia Fregni, ha offerto una lettura integrata delle dinamiche giuridiche ed economiche legate al commercio internazionale e alla transizione verso modelli sostenibili.

IL CONTRIBUTO DI ASSICA: DAZI E COMPETITIVÀ DEL SETTORE

Tra gli interventi più rilevanti, quello del direttore di ASSICA, Davide Calderone, che ha portato all’attenzione dei partecipanti le criticità e le prospettive del comparto agroalimentare, con particolare riferimento all’industria delle carni e dei salumi.

Calderone ha evidenziato come le recenti tensioni commerciali abbiano inciso in modo concreto sulle esportazioni italiane, attraverso l’inasprimento delle barriere tariffarie e l’emergere di nuovi ostacoli non tariffari. Nel suo intervento è stato sottolineato come il settore si trovi oggi a operare in un contesto sempre più complesso, caratterizzato da difficoltà di accesso ad alcuni mercati strategici.

In questo scenario, ha ribadito Calderone, diventa fondamentale rafforzare il coordinamento a livello europeo e sviluppare strategie di filiera più resilienti, capaci di garantire continuità e competitività alle imprese. La partecipazione di ASSICA ha quindi contribuito a portare il dibattito su un piano concreto, evidenziando le ricadute dirette delle dinamiche geopolitiche sul tessuto produttivo nazionale e il ruolo che le associazioni di categoria possono svolgere nel rappresentare e tutelare gli interessi del comparto.

QUALITÀ CERTIFICATA E TUTELA DEL MADE IN ITALY

Nel corso del seminario è emerso anche il valore strategico delle produzioni certificate. Cristiano Costantino Loddo, direttore di Salumitalia, ha sottolineato il complesso quadro internazionale che caratterizza i prodotti DOP e IGP dinanzi alle spinte protezionistiche e alle distorsioni del commercio internazionale. In un contesto segnato da negoziazioni bilaterali sempre più complesse, i regimi di qualità europei, nel sistema italiano, continuano a svolgere una funzione essenziale di tutela economica e territoriale.

SOSTENIBILITÀ COME LEVA STRATEGICA

Il secondo grande tema affrontato ha riguardato la sostenibilità d’impresa, sempre più centrale nelle strategie industriali. Le testimonianze di Matteo Pignagnoli (Silcompa S.p.A.) e Antonio Salvaterra (Argo Tractors S.p.A.) hanno mostrato come l’integrazione dei criteri ESG non sia più soltanto un adempimento normativo, ma una leva concreta di sviluppo e competitività. Dalle esperienze aziendali presentate è emerso chiaramente che investire in sostenibilità significa rafforzare la resilienza, migliorare l’accesso ai mercati e consolidare il rapporto con stakeholder e consumatori.

LE CONCLUSIONI

Nelle conclusioni, il professor Marco Gestri ha richiamato il ruolo centrale delle istituzioni europee nel sostenere le imprese in un contesto internazionale sempre più frammentato. Il seminario si è confermato un’importante occasione di confronto tra università e sistema produttivo, nella quale ASSICA ha ribadito il proprio impegno nel rappresentare le istanze del settore e nel contribuire attivamente al dibattito sui temi strategici per il futuro dell’industria agroalimentare italiana. Un dialogo che resta essenziale per affrontare con strumenti adeguati le trasformazioni in atto e cogliere le opportunità dei mercati globali. A organizzare e moderare il seminario il professor Massimo Franchi, docente di Economia aziendale, in collaborazione con il Centro di Documentazione e Ricerca sull’Unione Europea e con il centro Europe Direct di Modena.

CONDIVIDI L’ARTICOLO
Torna in alto