26 Gennaio 2026

Stop ai negoziati sulla Direttiva Green Claims

(di Michele Spangaro)

In merito alla direttiva europea per sostanziare e comunicare le dichiarazioni ambientali (c.d. direttiva Green Claims 2023/0085(COD), in data venerdì 28 novembre u.s., la Presidenza danese del Consiglio ha dichiarato la sospensione ufficiale dei negoziati sulla direttiva. La Presidenza ha informato i rappresentanti degli Stati membri che al momento non vede alcuna base per una maggioranza qualificata in Consiglio.

Questo implica, almeno per ora, l’ufficiale stop ai negoziati da parte della presidenza danese. Il negoziato era in stand-by, da quando, la scorsa estate, l’Italia ha ritirato il proprio sostegno alla proposta, di fatto sciogliendo le possibilità di una maggioranza. Poco prima la Commissione aveva dichiarato in una conferenza stampa la possibilità di ritirare la proposta decisione abbandonata poco dopo.

La direttiva rappresentava uno dei pilastri del Green Deal europeo mirato a contrastare il greenwashing, ossia l’uso improprio o fuorviante di affermazioni ambientali da parte delle imprese. L’obiettivo era fissare criteri comuni e verificabili affinché le aziende potessero dichiarare impatti ambientali positivi, evitando pratiche ingannevoli e garantendo maggiore trasparenza per i consumatori.

La scelta della Presidenza danese di mettere in pausa i negoziati è politicamente importante:

  • riflette una frammentazione crescente tra gli Stati membri sulle politiche ambientali, in un clima europeo più cauto rispetto al passato nei confronti delle regolamentazioni green;
  • segnala che l’UE, almeno temporaneamente, fatica a trovare un equilibrio tra ambizioni climatiche e preoccupazioni economico-industriali.

Nonostante lo stop, la proposta non è stata ancora formalmente ritirata: solo la Commissione ha il potere di farlo. Per ora, dunque, il dossier è “congelato”, in attesa di eventuali sviluppi politici o di un nuovo equilibrio tra gli Stati membri. Resta da vedere se e come la Commissione reagirà con un comunicato ufficiale, ed eventualmente se il tema tornerà all’ordine del giorno sotto future presidenze del Consiglio dei ministri UE.

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