22/01/2016

Con il protocollo ASSICA-Coldiretti eradicata la diffidenza verso il maialino sardo

L’autorizzazione temporanea, concessa dal Direttore Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della Salute e dal Responsabile dell’Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, in occasione di “Expo Milano 2015”, non è bastata ai produttori sardi.
La possibilità di “promuovere, esporre e offrire in degustazione il maialino sardo” ai visitatori della manifestazione milanese ha risvegliato la voglia di far conoscere e commercializzare oltre i confini dell’isola una delle produzioni più caratteristiche della cucina sarda.

Tale possibilità, come noto, era negata dal novembre 2011 dalla decisione della Commissione europea e del Ministero della Salute italiano di vietare la spedizione al di fuori del territorio regionale di qualsiasi prodotto di carne fresca e/o suoi derivati provenienti da suini nati e allevati in Sardegna, a causa della recrudescenza di focolai di Peste suina africana (PSA).
La normativa europea, però, prevede che, a determinate condizioni, sia possibile autorizzare la produzione, la trasformazione e la distribuzione di prodotti di origine animale provenienti da un territorio soggetto a restrizioni per motivi di polizia sanitaria; inoltre, le normative specifiche relative alla PSA prevedono la possibilità che prodotti trattati in conformità all’articolo 4 della Direttiva (CE) 2002/99 siano commercializzati al di fuori della Sardegna.

Sulla base di tali presupposti, ASSICA e Coldiretti Sardegna hanno sottoscritto, nel mese di novembre, un protocollo d’intesa a beneficio delle aziende sarde associate, intenzionate ad assumere, con la sottoscrizione dello stesso, impegni ulteriori rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale e comunitaria, sia in termini di tracciabilità della filiera e dei prodotti da essa derivati che di controlli.
Le garanzie aggiuntive offerte dal protocollo hanno costituito un elemento determinante per il rilascio del parere favorevole da parte della Regione Sardegna all’autorizzazione delle aziende sottoscrittrici alla commercializzazione oltre i confini sardi dei prodotti sottoposti a trattamento termico e per l’emanazione del conseguente decreto ministeriale.

Le nostre Autorità hanno dato fiducia alle aziende sarde che negli anni hanno raggiunto altissimi livelli di biosicurezza e ne hanno premiato il lavoro, offendo loro una grandissima opportunità, che potrà avere importanti ricadute positive non solo sulla filiera suinicola ma su tutta l’economia sarda. Possiamo affermare con soddisfazione che la diffidenza nei confronti delle produzioni sarde termizzate è stata finalmente “eradicata”.

Purtroppo, altrettanto non può dirsi ancora per la Peste suina africana, che continua a rappresentare (ormai da oltre 30 anni) una delle principali cause – unitamente alla Malattia vescicolare presente ancora in Calabria e Campania – delle limitazioni che molti Paesi terzi pongono alle nostre esportazioni, con gravi conseguenze per tutto il comparto suinicolo sia regionale sia nazionale.

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