10 Ottobre 2022

Al via il bando per il Parco Agrisolare

(di Giovanni Pallavicini)

Con una gestazione durata all’incirca un anno, vede finalmente la luce il bando per l’assegnazione di 1,5 miliardi di euro di investimenti pubblici nello sviluppo del c.d. fotovoltaico agrindustriale, ovvero l’installazione di pannelli solari sugli edifici delle imprese agroindustriali. Dalle ore 12 del 27 settembre 2022 e fino alle ore 12 del 27 ottobre 2022, le imprese interessate potranno presentare domanda per la misura “Parco Agrisolare” (Investimento 2.2, Componente 1, Missione 2, del PNRR) che prevede infatti la selezione e il finanziamento di interventi che nello specifico consistono nell’acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale ed eventuali interventi di riqualificazione dei fabbricati ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle medesime strutture, riconoscendo un contributo in conto capitale con un’intensità di aiuto massima, rispetto alle spese ammissibili, che varia in relazione all’attività svolta dall’impresa che viene ammessa al beneficio.

L’obiettivo della misura è sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica solare nel settore agricolo e agroindustriale, escludendo il consumo di suolo. L’Italia forte della propria tradizione, cultura e varietà agroalimentare è tra i paesi con il più alto consumo diretto di energia nella produzione alimentare dell’Unione Europea (terza dopo Francia e Germania). I costi energetici totali rappresentano oltre il 20 per cento dei costi variabili per le aziende agricole, con percentuali più elevate per alcuni sottosettori produttivi.

Questa misura prevede dunque il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. Misure fondamentali a favorire la transizione del Paese verso un modello energetico sia più indipendente dalle forniture energetiche di terzi sia più integrato e sostenibile sul piano ambientale, ma soprattutto sul piano economico.

Le scelte fatte in sede europea e internazionale per lo sviluppo dell’economia UE e globale in armonia con l’efficienza del pianeta e la qualità della vita di ciascuno di noi, si rivelano particolarmente urgenti alla luce del particolare scenario geopolitico che stiamo vivendo e che rende centrale per la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti alimentari avere costante accesso a energia a prezzi contenuti. Una misura che tuttavia presenta margini di miglioramento, per incontrare l’effettiva realtà delle imprese che si accingono ad affrontare questi investimenti non banali sul piano finanziario, ma nemmeno su quello operativo.

La misura prevede ad esempio che dell’investimento complessivo pari a 1,5 miliardi di euro solo 300 milioni di euro siano destinati alla parte agrindustriale della filiera. Sicuramente si tratta di allocazione di risorse importante e non semplice da attuare, ma era forse preferibile lasciare aperto l’accesso alle risorse a chiunque possedesse i requisiti in modo da rendere più facile l’investimento pubblico e conseguentemente maggiormente tempestivo. Lo stesso bando non era scevro di possibili migliorie: il regolamento attuativo emanato dal GSE aveva ad esempio previsto che le installazioni fotovoltaiche potesse essere installate solo su fabbricati rurali, escludendo di fatto dall’accesso alla misura tutto il comparto agroindustriale, nonostante la specifica allocazione di risorse prima richiamata.

Assica si è prontamente attivata tanto con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali quanto con il GSE, insieme al sistema Confindustriale delle associazioni territoriali ed ha ottenuto l’importante rettifica al regolamento operativo che ammette l’installazione non solo sui fabbricati rurali, ma anche sui fabbricati strumentali agli impianti agroindustriali. Un risultato non scontato, giunto peraltro a pochi giorni dall’apertura del bando lo scorso 27 settembre. L’auspicio è dunque che la misura venga ampiamente sfruttata e che il Parco Agrisolare nazionale possa prendere rapidamente vita con beneficio per le imprese che lo sfruttano e per l’intero sistema energetico nazionale.

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